LE 265


Elettrolita

Caratteristiche

L’elettrolita LE 265 è un’elettrolita di alto rendimento per il trattamento anodico di pulitura e sbavatura elettrochimica di superfici metalliche. L’LE 265 deve essere impiegato in vasche di materia plastica resistente agli acidi o in vasche di acciaio con rivestimento interno di materia plastica o lastra di Piombo.

La sorgente di corrente deve essere costituita da un raddrizzatore con regolazione continua della tensione fino ad almeno 15 V.

Campo di impiego

Con l’LE 265 si possono pulire e sbavare pezzi in acciaio austenitico al Cr/Ni e al Cr/Ni/Mi. L’acciaio al Cr 13 + 17% può essere brillantato ma non pulito a specchio. Irregolarità grossolane come graffiature, striature o bave grossolane non possono essere eliminate col trattamento. In questi casi bisogna effettuare una pre-pulitura meccanicirca

L’omogeneità della lega e la finezza della sua struttura giocano un ruolo molto importante sull’attitudine del metallo alla lucidatura elettrochimicirca

Condizioni di sicurezza

L’LE 265 è costituito da una miscela di acidi con additivi. Di conseguenza bisogna rispettare le prescrizioni antinfortunistiche concernenti l’impiego di acidi (grembiuli di protezione, occhiali, ecc.)

L’acqua di lavaggio dei pezzi è acida e contiene ioni metallici provenenti dal metallo disciolto. Il Cromo è contenuto nella forma trivalente. Rispettare le prescrizioni locali concernenti l’evacuazione di acque di trattamento.

Istruzioni operative

Attrezzi di sospensione e catodi

Gli attrezzi di sospensione devono essere costruiti in Rame rivestito di materia plastica o in Titanio. Il Titanio non subisce attacco nel bagno di lucidatura. Per i punti di contatto si possono utilizzare il Rame, l’Ottone e il Titanio. I contati in Rame ed Ottone devono essere smontabili perché sono attaccati all’elettrolita. I pezzi da trattare devono essere fissati e distanziati fra loro di 30 mm. almeno.

Come catodi si può utilizzare, per esempio, l’acciaio inossidabile al Cr/Ni/Mo.

La superficie deve essere una volta e mezza quella dei pezzi. La distanza fra pezzi e catodi dovrà essere di circa 10 cm.

Per i pezzi cavi utilizzare catodi ausiliari.

Preparazione dei pezzi

I pezzi da trattare nell’elettrolita LE 265 devono essere puliti, asciutti, esenti da grassi e calamine. Bisogna perciò, se necessario, sgrassare e decapare (chiedere le istruzioni specifiche)

Lucidatura e Sbavatura

La densità di corrente optimum per la lucidatura e la sbavatura è situata in un campo fra 5 e 12 A/dmq., più sovente fra 8 e 10 A/dmq. La durata del trattamento a questa densità di corrente varia da 10 a 20 minuti. Data la composizione di questo elettrolita si può elevare la densità di corrente fino a 40 A/dmq massimi.

Per evitare la formazione di striatura e l’accumulo di bolle di gas si raccomanda di montare dei dispositivi di agitazione dei pezzi e di agitazione del bagno con aria compressa

L’entrata e l’uscita dei pezzi nel bagno si effettua dopo aver tolto la corrente al bagno.

La temperatura di lavoro deve essere mantenuta fra 50 e 55° C a seconda dei particolari da trattare.

Il peso specifico teorico dell’elettrolita dipende da tenore in metallo

Trattamento dopo Lucidatura

I pezzi lucidati, una volta tolti dal bagno devono essere sciacquati in acqua corrente e quindi lavati a spruzzo.

Per l’asciugatura dei pezzi si possono utilizzare i normali metodi di asciugatura in galvanotecnica (centrifuga, liquidi deacquificanti, ecc.)

Consumo di elettrolita - Trascinamento

Il consumo di elettrolita si aggira sui 4 Kg. per 1000 Ah. Tale consumo è da considerarsi come la quantità da ripristinare al fine di mantenere l’elettrolita in perfetta efficienza tenendo però presente di non superare i limiti di Ferro e densità indicati.

Quando il contenuto di Ferro supera il 3% occorre togliere il bagno e sostituirlo con elettrolita nuovo.

Durante il lavoro compensare le perdite per trascinamento aggiungendo elettrolita.

È bene lavorare in modo che il consumo di elettrolita corrisponda alla perdita per trascinamento.

Alla fine del lavoro togliere i catodi dal bagno e pulirli in acqua corrente. Se il deposito formatosi sui catodi non si scioglie subito, lasciare i catodi stessi in acqua per qualche ora.

Liberare il bagno dai fanghi che si formano in fondo alla vasca quando lo spessore è di qualche centimetro.

In caso di arresti prolungati coprire la vasca in modo perfetto (a tenuta) poiché il bagno è igroscopico e assorbe perciò l’umidità dell’aria.

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